Wolfram Aplha

Si chiama Wolfram Alpha, è l’applicazione più calda del Web e –  a soli 4 giorni dal suo rilascio – se ne parla praticamente ovunque. È stato indicato come il motore di ricerca del futuro, l’alternativa a Google e addirittura il santo Graal di Internet.

In realtà Wolfram Alpha non potrebbe essere più lontano dal concetto di motore di ricerca, in quanto si tratta di un “motore di conoscenza computazionale” – questa la definizione ufficiale dell’applicazione, scritta e sviluppata con Mathematica – completamente diverso da Google, Live Search o Yahoo.

Mi piace pensare a Wolfram Alpha come a un cervellone gigante in grado di interpretare e risolvere complicati calcoli matematici e di dare risultati pertinenti a seconda delle parole digitate. Niente pagine di risultati, dunque, né rimandi ad altri siti: Wolfram Alpha fornisce direttamente le informazioni ricercate, proprio come una grande enciclopedia con un database interno.

Ed è proprio questo che lo differenzia e lo distanzia dai motori di ricerca: un motore di ricerca, infatti, “è un sistema automatico che analizza un insieme di dati e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base a formule matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca”. (Wikipedia)

Cercando New York su Google.com, la prima ad apparire è una mappa dello stato di New York. Come secondo risultato troviamo la pagina di Wikipedia dello stato di New York, mentre al terzo posto vi è un rimando di Wikipedia a New York City. E poi c’è una lunga sfilza di link e rimandi, circa  800.000.000.

Digitando New York su Wolfram Alpha, si apre una pagina con ogni dato inerente alla città (o allo stato, a seconda delle preferenze): popolazione, mappa, ora locale, temperatura e una serie di altre informazioni utili. Dopo questo, nient’altro; un risultato agli antipodi di Google e di tutti gli altri search engine, insomma.

A mio avviso, Wolfram Alpha è una interessante applicazione in stile enciclopedico che non ucciderà i motori di ricerca, ma andrà ad implementarli. Da segnarsi le funzioni matematiche, le conversioni metriche ma anche le sezioni dedicate alle parole e alla linguistica o alla cultura e ai media.

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