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Who Said It?: Indovina gli Aggiornamenti di Stato degli Sconosciuti (su Facebook)

Who Said it?

Si chiama Who Said It? ed è un giochino online, creato da un certo Tom Scott, dove l’obiettivo è indovinare a chi appartiene lo stato appena postato su Facebook, osservando semplicemente le foto profilo di tre utenti random.

Ci sono cinque round che vogliono mettere alla prova il nostro spirito di osservazione – e la nostra fortuna: chi si lamenta dell’immigrazione, la giovane bionda sorridente, il ragazzo che gioca a calcio o l’uomo dagli occhiali e i capelli grigi? Chi invece è a letto con l’influenza? E chi è stato appena mollato dalla ragazza?

Tutto quello che bisogna fare è leggere lo stato, guardare le foto e i nomi degli utenti proposti e cliccare su “They said it!”. A quel punto si saprà se la risposta è corretta oppure no, fino ad arrivare al punteggio finale e scoprire se si è portati per associare le parole ai volti oppure no. Personalmente, ho giocato diverse volte e in alcuni casi è una questione di fortuna, mentre in altri è possibile giungere alla risposta corretta per esclusione.

Ma veniamo alle implicazioni più profonde di questa gioco online: innanzitutto, come funziona? Il meccanismo è molto semplice: l’applicazione Web recupera gli aggiornamenti di stato degli utenti che hanno impostato pubblicamente le proprie impostazioni della privacy in modo da condividere i propri contenuti con tutti.

Quindi, anche se il creatore di Who Said It? è stato accusato di violazione della privacy e di rubare contenuti altrui, in realtà non c’è niente di illegale in quello che questa applicazione Web propone – anche perché il processo è automatizzato e non controllato direttamente da Tom Scott.

Il giochino è apparentemente divertente e innocuo, ma fa capire quanto sia importante scegliere le giuste impostazioni della privacy su Facebook. Presumibilmente, l’1% degli utenti di Facebook è consapevole di aver impostato il proprio profilo in modo che tutti vi possano accedere, mentre il restante 99% non ha mai sentito parlare delle impostazioni della privacy di Facebook/non si interessa delle possibili conseguenze di un profilo aperto a tutti/non ha ancora capito che è essenziale proteggere le proprie informazioni personali quando ci si rapporta con un mondo vasto e complesso come il Web.

Per concludere, questa applicazione può essere un simpatico svago per pochi minuti, ma allo stesso tempo offre un chiaro invito a modificare le proprie impostazioni della privacy su Facebook e a riflettere, prima di postare un qualsiasi stato che potrebbe essere visto da migliaia di persone. Anche se tutti i file che carichiamo vengono conservati sui server di Facebook, è consigliabile limitare alle persone che conosciamo l’accesso alle nostre informazioni private.

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